Vivere con bambini in Olanda: dall’asilo alla scuola elementare

Ricominciare una nuova vita all’estero non è mai semplice, e quando si hanno dei figli poi – e in particolare quando sono molto piccoli – puó diventare davvero difficile. Per fortuna che ci sono Paesi come l’Olanda, a misura di bambino e soprattutto di genitori.

Vivere con i bambini in Olanda diventa quindi un’esperienza piacevole e rilassante per ogni genitore: se siete appena approdati in Olanda con i vostri figli vi accorgerete immediatamente di cosa sto parlando.

 

Primi Passi

I passi da seguire per registrare i vostri bambini sono esattamente gli stessi che seguirete voi: registrazione al Comune, assicurazione sanitaria e scelta del medico di famiglia. Se il bambino/a è sotto i quattro anni di età verrà anche seguito da una sorta di consultorio che viene assegnato automaticamente a seconda della zona di residenza: saranno loro a che vi contatteranno per fare visite di controllo o vaccinazioni.

Portatevi il certificato di nascita multilingue e un libretto sanitario con le vaccinazioni fatte in Italia, così da facilitare tutte le procedure.

 

Un Paese pensato per le famiglie

In Olanda tutto gira intorno all’importanza dei servizi alla famiglia e dei figli. Quando arrivai qui per la prima volta notai immediatamente che ovunque andassi c’erano angoli per i bambini: non mi riferisco solo ai ristoranti, che appena seduti portavano colori e libri da colorare a mia figlia, ma anche alle banche, uffici, supermercati. Ovunque si trovano angoli attrezzati per far giocare i bambini, mentre si attende il proprio turno al Geemente (Comune), in banca, e perfino al supermercato, dove si trovano dei kid’s corner con tanto di schermo interattivo. Fare la spesa o le pratiche burocratiche diventa quindi fattibilissimo anche se dobbiamo portare con noi i nostri figli, rendendolo meno noioso per loro e meno stressante per noi.

L’attenzione ai bambini non si vede solo da queste accortezze, o dal gran numero di parchi pubblic, kinderboerdij (fattorie) e spazi dedicati ai più piccoli sparsi per le città, ma anche dalla flessibilità sul posto di lavoro. Spesso i datori di lavoro concedono agli impiegati con figli, alle mamme ma sorprendentemente anche ai papá, di usufruire di part-time o permessi speciali.

I figli qui vengono cresciuti con tantissima libertà, ad esempio non vi sorprenderà vederli giocare senza giacca nel parco in pieno inverno, sudati e felici: esiste molta meno apprensione rispetto a come siamo abituati in Italia, e per gli olandesi l’esperienza finalizzata all’apprendimento è fondamentale.

Ma con ordine, vediamo insieme come vivere con i bambini in Olanda senza stress e tappa per tappa.

 

Dagli 0 ai 4 anni: il kinderopvang, ovvero l’asilo in Olanda

Kinderopvang, creche, childcare:a partire dai 3 mesi di vita si puó mandare il bambino all’asilo. In Olanda, tutti gli asili sono privati: questo significa che vanno pagati, e non poco.

Ma come, l’Olanda non è un Paese pensato per le famiglie?

Si, nulla di piú vero, ma non viene previsto un sistema pubblico e gratuito di asili ed ora vi spiego il perché.

L’asilo viene rimborsato dallo Stato a seconda del reddito della famiglia: se entrambi i genitori lavorano, e l’asilo quindi diventa una necessità, verrà rimborsato parzialmente a seconda del reddito totale famigliare e per un massimo di 230 ore mensili: piú si guadagna meno viene rimborsato, e viceversa.

Per avere una chiara visione in merito al kinderopvangtoeslagen (assegni famigliari per gli asili) potete leggere sul sito delle tasse, dove, seguendo le istruzioni (in olandese) si può fare un calcolo per vedere quanto verrà rimborsato.

In ogni città si trovano childcare – kinderopvang– di ogni genere: da quelli rigidamente olandesi, con pane e burro per pranzo, agli asili dove vengono parlate diverse lingue e che servono un pasto caldo per pranzo, da quelli attrezzati con segway elettrici o bakfiets (le tipiche bici olandesi con una sorta di cassa per trasportare i bambini) a quelli che invece escono a piedi, da quelli piú flessibili in cui si possono lasciare i bambini solo mezza giornata o alcuni giorni della settimana, ad altri piú rigidi. Per trovarli si può semplicemente fare una ricerca online menzionando kinderopvang e a seguire la città di riferimento.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti ed esigenze, mentre i costi sono sempre circa gli stessi, ovvero tra i 6 e i 7.50 euro l’ora.

In generale, gli orari dei kinderopvang vanno dalle 07.30 della mattina fino alle 18-18.30 del pomeriggio.

Quando sono arrivata in Olanda la mia bambina aveva un anno e mezzo e parlava a modo suo l’italiano. Nel giro di un paio di settimane, dopo aver visitato due o tre asili sono riuscita subito a trovare quello adatto a noi: un piccolo asilo accogliente, gestito da una ragazza di origini africane (con cui sono diventata ottima amica) che aveva aperto da poche settimane, e che offriva pasti caldi e lingua olandese ed inglese. Devo ammettere che per noi è stato amore a prima vista, e l’asilo è diventato una seconda casa per mia figlia, oltre che il luogo dove ha incontrato quella che è ancora rimasta la sua migliore amica!

Un’opzione alternativa all’asilo è il Peuterspeelzaal, dove si possono portare i bambini dall’età di circa due anni fino ai quattro anni.

La differenza tra l’asilo e il peuterspeelzaal, oltre al costo notevolmente inferiore, è che in quest’ultimo i bambini possono andare solo quattro volte alla settimana e per un massimo di quattro ore al giorno (ad esempio dalle 8.30 alle 12.30) e solo dopo il compimento del secondo anno di età. Inoltre, il peuterspeelzaal è solitamente gestito dall’istituto che ospita la scuola primaria.

 

Dai 4 ai 12 anni: la basisschool

In Olanda, la scuola elementare comincia dai quattro anni, con l’obbligo di frequenza a partire dai cinque. I primi due anni, qui chiamati groep 1 e groep 2, sono anni di transizione durante i quali il bambino si abituerà ad essere più indipendente e a seguire i ritmi della vera e propria scuola elementare.

Dal  giorno del compimento del quarto anno di età i bambini sono ammessi alla primo gruppo, potendo così cominciare la scuola durante qualsiasi periodo dell’anno. Mia figlia ad esempio è nata a Dicembre e ha cominciato la scuola elementare subito dopo il suo compleanno unendosi alla classe già avviata.

Molto spesso se un bambino ad esempio è nato a Marzo e si unisce ad un preesistente gruppo 1 ( quindi con bambini anche nati l’anno prima), il secondo anno ripeterà lo stesso gruppo per far si che la classe diventi omogenea.

In ogni città ci sono moltissime basischool, diverse per ogni quartiere, e i genitori sono liberi di scegliere in quale scuola iscrivere i propri figli, a seconda dei risultati della scuola nei test di apprendimento, della qualità degli insegnanti e del metodo di studio.

Ci sono poi le scuole senza orientamento religioso, quelle cattoliche, protestanti, induiste, islamiche e così via.

La scelta della scuola, soprattutto se una delle migliori, va fatta al più presto possibile, già a partire dalla nascita del bambino: le liste di attesa sono incredibilmente lunghe per alcune scuole! Io non sapevo questa cosa quando ci siamo trasferiti in Olanda, e mia figlia aveva due anni quando ho iniziato a cercare una scuola per lei ma a quel punto le scuole di livello superiore avevano già le liste di attesa chiuse.

La mia scelta è stata basata su una serie di fattori tra i quali:

  • quartiere: cercavo una scuola non lontana da casa e in una zona multiculturale
  • qualità della scuola: Oltre a cercare informazioni in giro tra amici e altri genitori, ho fatto una ricerca su google menzionando schoolwijzer e la mia città ( Den Haag). Per Amsterdam ad esempio si può fare riferimento a questo sito.
  • diversità di culture presenti: per me era infatti fondamentale trovare un ambiente misto, non solo bambini olandesi ma più vario possibile.

Ora mia figlia si trova nel gruppo 3 ( corrispettivo della nostra prima elementare in quanto ad insegnamenti) e nella sua classe ci sono bambini provenienti da tutto il mondo. La sua è una scuola ad orientamento Cattolico ma completamente aperta ad altre religioni (tantissime le famiglie musulmane che portano in queste scuole i propri bambini per garantire loro un’educazione più vasta, le scuole islamiche sono piuttosto rigide). Questa apertura mentale era esattamente ciò che volevo regalare a mia figlia.

A partire dal gruppo 3, quando gli studi si fanno più seri, i bambini vengono esaminati durante il corso dell’anno con quello che vengono chiamati citotoets: nell’ultimo anno della scuola primaria, a seconda dell’esame finale e dei risultati scolastici dei citotoets il bambino verrà indirizzato verso la scuola secondaria più adatta. I citotoets sono temuti da molti genitori proprio perché a seconda del risultato verrà deciso il futuro orientamento scolastico, precludendo invece la possibilità di scelta.

 

Come funziona la scuola primaria

Gli orari della scuola sono solitamente dall 08.30 alle 15.00 dal lunedì al venerdì, eccetto il mercoledì che la scuola finisce alle 12.30.

In Olanda gli insegnanti vengono molto rispettati, si entra in classe dando la mano alla maestra e augurandole il buongiorno e uguale quando si esce per andare a casa. Viene dato molto spazio allo sport, solitamente due volte alla settimana, e durante la giornata i bambini vengono portati sempre nel cortile per giocare (sia in estate che in inverno).

Non esiste un servizio di mensa nella scuola, sono i genitori a preparare il pranzo per i propri figli, o possono andarli a prendere e riportarli a scuola finita la pausa. Solitamente il pranzo è sempre leggero, un panino o un pasto freddo: io mi sbizzarrisco tra panini o contenitori termici nei quali metto a volte un po’ di pasta, ma mia figlia si è perfettamente adeguata al sistema olandese e il suo pranzo preferito consiste in un panino con formaggio e burro di arachidi!

Per quanto riguarda invece i compiti, ne vengono dati pochi durante i primi anni e sempre a lunga scadenza, in quanto il tempo libero viene valutato come spazio molto importante.

Finora mi sono sempre trovata bene anche con gli altri genitori, in particolare nel mio caso sono quasi tutti molto socievoli e disponibili se c’è bisogno di darsi una mano.

 

Il BSO e le Gastouder

Quando l’orario scolastico finisce, se i genitori non possono prendere i bambini, ci si può affidare ad un’organizzazione esterna.

Il  Buitenschoolse Opvang (BSO), è letteralmente il doposcuola: i bambini vengono presi dalla scuola, portati nel centro del BSO, gli viene data una merenda leggera e spesso vengono portati a giocare. Ne esistono di diversi tipi, ma si attengono più o meno tutti agli stessi standard e con un costo di circa 10 euro l’ora – anche qui rimborsabili dal governo a seconda del reddito.

La Gastouder (letteralmente ospiti-parenti) invece svolge un sistema di doposcuola in case private. Queste signore, qualificate e sempre sotto organizzazioni ombrello, possono ospitare un massimo di sei bambini in casa.

Per mia figlia ho scelto la gastouder in quanto mi garantisce una flessibilità maggiore e molta più attenzione verso i suoi bisogno rispetto ad un normale doposcuola: Rabia, la nostra gastouder, segue tre bambini e fa sempre moltissime cose con loro, incluso aiutarli con i compiti e con la lingua olandese.

Importante da sapere, che anche le gastouder possono essere rimborsate a seconda del reddito, e il loro costo orario è inferiore rispetto al regolare BSO. Per trovarla ho fatto una ricerca online e mi sono imbattuta in questo sito che ha un elenco specifico per la mia città, Den Haag.

 

Al di là del sistema scolastico, in Olanda ci sono un’infinità di opportunità pensate per le famiglie e i bambini: dai tantissimi parchi gioco e aree attrezzate sparse in ogni angolo della città, alle fattorie con animali (sempre ad accesso gratuito), ai musei ed eventi creati specificamente per i più piccoli, estate o inverno che sia.

Vivere con bambini in Olanda: dall’asilo alla scuola elementare
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Daniela Gallucci

Marchigiana di origine, emigrata in Kenya prima ed in Olanda dal 2012. A Den Haag ho trovato il mio posto del cuore, con il mare a regalarmi la libertà e un nuovo Paese da esplorare. Lavoro nel web come copywriter e blogger, organizzo eventi e viaggio ogni volta che posso.

6 commenti

  • Iria

    Ciao vorrei avere qualche info, vorremmo trasferirci in olanda con due bimbi uno di tre e uno di sei anni e mezzo. Il piccolo non mi preoccupa. Vorrei capire per il piu grande come verrebbe inserito a scuola.

    • Ciao Iria,
      dipende dalle scuole ma molte hanno una sorta di insegnante di sostegno per aiutare i bambini stranieri. Dovresti informarti con la scuola che hai scelto direttamente.

  • enrica e massi

    ciao sono marchigiana come te di Ancona mio marito andrà ad Amsterdam per lavoro, noi abbiamo 3 figli 8, 11, 14 anni.
    Dove mi devo rivolgere per le scuole e come funzionano???
    Grazie di cuore Enrica

  • Christian

    Ciao, avrei bisogno di parlarti per chiederti alcune informazioni.
    Noi ci vorremmo trasferire ad Amsterdam ma abbiamo due bambini di due e 1 anno. Volevamo qualche consiglio da chi ha più esperienza di noi.. grazie mille in anticipo

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