10 anni ad Amsterdam: cosa è cambiato?

Il 12 maggio 2016 ho celebrato i 10 anni di vita ad Amsterdam.

Se 10 anni fa mi avessero detto: “tu nel 2016 vivrai ancora qui” avrei risposto così:

In questo articolo voglio guardare indietro, per cercare di capire come è cambiata lei, la signora, la capitale, insomma Amsterdam.

 

Come è cambiata Amsterdam?

Questi i cambiamenti che ho notato in ordine sparso.

 

Il Servizio Clienti non è più pessimo

Il customer support Olandese è tra i più famosi al mondo. Ed in senso negativo.

Quando arrivai qui era uno degli shock culturali che, mi dicevano, avrai dovuto affrontare.

Ed in effetti mi ricordo un po’ di episodi incresciosi ed incredibili.

Per esempio, quel sabato in cui andai da un ottico per degli occhiali da sole (che già di per se fa ridere visto che il sole scarseggia), e mi ritrovai chiuso dentro al negozio. Certo, erano le diciassette-e-zero-zero e gli addetti si stavano preparando ad andare a casa. Mi indicarono la porta sul retro e dovetti fare il giro dal cortile.

A volte invece non mi fecero entrare proprio, nei negozi, perchè era quasi l’ora di chiusura.

La volta più bella resta comunque quella gita a Marken, quando in una gastronimia chiedemmo due panini imbottiti e la risposta fu:

“Chiudiamo tra 20 minuti e stiamo pulendo. Sono disposto a farvi i due panini, ma solo se sono semplici: prosciutto o formaggio, ma non mischiati”.

Che poi il baldo giovine risultò pure simpatico. Non lo fanno per stronzaggine, il più delle volte, ma solo perchè se l’orario è fino alle 17, cascasse il mondo alle 17 sono chiusi.

E così ci mangiammo un panino al prosciutto, l’altro al formaggio, discutendo su come nelle nostre terre natali (Italia io, Messico lei) una cosa simile sarebbe impensabile.

E quella volta che, al rinomato ristorante Olandese Die Port Van Cleve c’era il topo che scorazzava tra i tavoli? Dopo aver protestato, io ed un amico italiano in visita, ci fecero 5€ di sconto dicendo che non riescono a cacciarlo, quel topo, e che un gatto farebbe poca immagine (!).

Bene, tutto questo sembra essere cambiato negli anni. Il servizio clienti, forse complice il fatto che nei bar e ristoranti di Amsterdam ci lavorano sempre meno Olandesi, è migliorato molto e ora le esperienze sono quasi sempre positive.

 

Un’ondata di moderna hipsteria

Restando in tema di bar, o meglio cafè, 10 anni fa la facevano da padrone i brown cafe, cioè i tradizionali locali Olandesi famosi per la poca illuminazione dovuta agli interni in legno scuro ed i muri anneriti dal fumo di sigaretta.

Nei brown cafe bere birra è un must e non c’è spazio per amenità e fronzoli. Anzi, spesso non c’è proprio spazio.

I miei brown cafe preferiti erano il Gollem in Spui, con una selezione di oltre 200 birre diverse, oppure il Whiskybar L&B con oltre 1,500 bottiglie tra whisky e whiskey, tutti diversi.

O ancora il Wynand Fockink con i suoi liquori serviti in bicchierini pieni a raso: è aperto dal 1679 e, vi assicuro, mai stato pulito.

Arrivando dalla ‘Milano da bere’, con tutti i locali fighetti, i calciatori e le modelle, l’impatto fu notevole.

A dire il vero per me fu un impatto positivo, perchè questi locali erano poi pieni di personaggi mezzi brilli con cui era facile attaccare bottone e farsi due risate – al contrario di Milano dove parli solo col buttafuori.

Però a parte l’aspetto umano, a volte sentivo la mancanza di opzioni per chi cerca la qualità, intesa come un locale con un bel design e cura dei dettagli.

Ed è propio questo che è cambiato negli anni.

I locali che ho menzionato prima ci sono ancora, ed hanno preservato la loro anima genuina e zozza, ma al loro fianco sono apparsi molti altri locali hipster, o come si dice oggi ‘instagr-ammable’ per indicare che sono perfetti per aprire un MAC e fare foto di arte moderna:

Working on Fridays like..✨✨ #howthedutchiesdo

A photo posted by Jeune Soleil (@josypark) on

Questo nella foto è CT coffee & coconuts, bellissimo nel suo genere e costosisimo.

Ma ce ne sono tanti e non solo cafe, per esempio come non menzionare lo SkyLounge all’ultimo piano dell’Hilton Hotel offre un ambiente raffinato, una vista fantastica su Amsterdam e cocktail a prezzi esagerati.

Certo, il lupo cambia il pelo ma non il vizio quindi non aspettatevi il trattamento top di New York, Londra o Bangkok.

Insomma la ‘qualità’, intesa come design, cura dei dettagli ed infighettamento è arrivata anche ad Amsterdam, ma restano le alternative per tutti i gusti.

 

È più facile comprare

Dieci anni fa il supermercato vicino a casa chiudeva alle 18: praticamente potevo andarci solo il sabato, quando però chiudeva alle 17 ma almeno ero a casa da lavoro.

Sto parlando di uno dei tanti supermercati Albert Heijn, da un amico soprannominati ‘Albert One’ perchè hanno solo una scelta per ogni prodotto – e se ne hanno due una è già finita di sicuro.

Ricordo la tristezza del banco frutta: uno schifo proprio, se eri fortunato i frutti (o la frutta?) erano acerbi ma molto più probabilmente marci.

Il pane era un mistero della scienza: non diventava mai raffermo. Era fresco per 4 giorni, poi d’improvviso inverdiva e faceva la muffa.

Scusate, sto divagando.

Il punto è che era difficile comprare perchè i winkels (negozi) erano chiusi quando tornavo da lavoro. Un negozio che apre alle 10 e chiude alle 18 è aperto sì per 8 ore al giorno, però sono le 8 ore in cui ero pure io in ufficio.

Per fortuna c’è la koopavond (che Google traduce come ‘shopping a tarda notte’) cioè il giovedì sera in cui i negozi sono aperti fino alle 21!

Anche questo è cambiato.

Da 5 anni oramai il suddetto Albert Heijn all’angolo apre dalle 9 alle 22, sabato e domenica inclusi!
E anche in centro, specie nelle vie più turistiche, le attività commerciali sono aperte anche nei weekend.

A me spiace un po’ per chi ci lavora, però almeno posso mangiare.

 

 

La città è più bella

In 10 anni la città è diventata oggettivamente più bella.
Certo, il nazionalista dirà che anche Milano è migliorata molto – ma c’è voluto un Expo planetario per farla uscire dagli anni ’70 – mentre per Roma sarei curioso: sta andando oggettivamente a pezzi.

Museumplein comparison

Non c’era bisogno di tirare fuori questa foto, che mostra come Museumplein sia cambiata negli anni ’90 da una strada trafficata ad un giardino pubblico tra i più visitati e sfruttati da cittadini e turisti.
Però l’ho tirata fuori lo stesso perchè la direzione è proprio quella: lotta alle macchine (con parcheggi da €5/ora e viabilità limitata) a favore di biciclette e spazi pubblici.

Ma ci sono state tante altre opere che sono state completate in questo decennio, e qui ne riporto alcune.

 

Stedelijk Museum

Nel 2012 lo Stedelijk Museum (museo urbano) è stato completato nella sua nuova sede, vicino al museo Van Gogh e al Rijkmuseum, nell’area appunto chiamata Museum District.

La nuova ala, nell’immagine qui sopra, non sembra una vasca da bagno? Quella era l’idea di chi l’ha disegnata e devo dire che ce l’hanno proprio fatta.

All’interno ospita collezioni di arte visuale e moderna che a dire il vero non ho ancora visitato. Però la vasca da bagno resta una bella aggiunta al panorama architettonico di Amsterdam!

 

Eye Film Institute

https://www.instagram.com/p/BKrotknAEXo/?tagged=eyemuseum

Sempre nel 2012 è stato aperto il nuovo Eye Film Institute, instituzione culturale dedicata alla cinematografia, e da allora parte dello skyline di quella Amsterdam Noord che sta crescendo velocemente.

La sede precedente era dentro Vondelpark, il mio parco preferito, e molto più vicina a casa mia, ma penso importi a pochi soprattutto perchè il traghetto che dal caorico centro cittadino porta alla rilassata Amsterdam Nord, dall’altro lato del canale IJ, è un’esperienza che va fatta.
Davvero ci si sente un pó in un posto così-lontano-ma-così-vicino da cui si può osservare la città.

 

Statione Centrale

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La stazione centrale di Amsterdam è costruita su un’isola artificiale (station island) ed è in espansione da sempre.

L’ultima novità, molto importante, è stata il completamento del quarto tetto (quello a sinistra nella foto, con la scritta AMSTERDAM che anche un bombardiere tedesco può vedere benissimo [scusate non ho resistito]) sotto il quale c’è un complesso di negozi ma anche un terminale bus direttamente connesso alla stazione, ed un tunnel a due corsie che risolve un annoso problema di viabilità della capitale Olandese.

Infatti, nonostante tutta la città si sviluppi di fatto intorno alla stazione, è sempre mancata una strada che seguisse il canale IJ senza dover passare dal centro città.

E da fine 2015 c’è anche un bellissimo tunnel per pedoni e biciclette, che attraversa la stazione per raggiungere comodamente la riva del canale.

Tunnel in Stazione Centrale

 

La Metro Nord-Sud

Sono certo che ho dimenticato tante altre opere che nel periodo 2006-2016 hanno contribuito a rendere questa città più bella e vivibile.

C’è però un’opera che purtroppo non è stata ancora conclusa: la famosa linea metropolitana ‘nord-sud’.
Originariamente prevista per l’anno 2005, dopo una serie di problemi e ritardi resta ad oggi un’opera inconclusa, anche se i lavori lentamente continuano e *dovrebbero* terminare nel 2018.

Tanto brucia questo ritardo “all’italiana” ai cari amici Olandesi, che in un cartello in Sarphatipark trovai scritto:

Before I die

Cioè: prima di morire voglio… l’apertura della linea nord-sud (a cui qualcuno ha aggiunto un LIKE in stile Facebook).

 

E tu da quanto tempo vivi ad Amsterdam? Che cambiamenti hai notato?

 

10 anni ad Amsterdam: cosa è cambiato?
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Daniele Besana

Italiano ad Amsterdam dal 2006, admin di VivereAmsterdam e libero professionista del web.

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