Il lato oscuro dell’Olanda

Mulino Olanda

Vivo e lavoro da nove anni ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. Per motivi personali parlo Olandese come un neonato ma vivere qui mi piace molto soprattutto d’estate, che l’anno scorso è stata di giovedì. Questo controverso articolo non nasce da odio o risentimento verso la terra che mi ospita, ma dalla voglia di capire e raccontare quello che tanti fanno a finta di non vedere. Ecco a voi il lato oscuro dell’Olanda

 

L’Olanda è un Paradiso Fiscale.

Punto. Per anni ho creduto alla storiella che in Olanda si sta bene perché la società è più civile, si rispettano le regole, e si pensa al bene collettivo.

E la storiella è al 100% vera.

Quello che non avevo capito, è che la società civile ha creato regole fatte apposta per il bene collettivo – Olandese.
Mi spiego: in Olanda sono legali operazioni finanziare proibite in paesi che non sono paradisi fiscali.

Te, me, ed il signor Rossi Olandese (che si chiama Jan Vos) paghiamo delle belle tasse fino al 52%, una tassa patrimoniale dell’1.2% (sopra 20.000€), IVA al 21%, 40% di imposta di successione (nel caso decedessimo o decidessimo di decedere) e 2.6€ per un cappuccino. Così ci sentiamo contribuenti orgogliosi di questo paese che funziona così bene.

Ma le grosse multinazionali no. E questo è il motivo per cui io sono arrivato in Olanda: l’azienda multinazionale per cui lavoravo ha la sede europea nei Paesi Bassi, così come la maggior parte delle grosse aziende IT mondiali.

Ecco il ‘panino Olandese’ (Dutch sandwitch) che non si mangia ma permette ai colossi di mettersi in pancia un sacco di soldi che, se fossero domiciliati altrove, si mangerebbe l’ufficio delle tasse.

Non sono un commercialista, ma in pratica l’Olanda ha una serie di accordi internazionali per cui, con la scusa di evitare doppia tassazione, permette ad aziende di pagare le tasse sugli utili dove hanno la sede fiscale e non dove producono.

Cioè un’azienda con dipendenti in Italia e sede fiscale in Olanda paga sì delle tasse in Italia, ma l’utile generato è tassato in Olanda con importi molto bassi e a volte decisi a tavolino con l’ufficio delle imposte. Per questo si chiamano Paesi Bassi.

Il panino Olandese non l’ho inventato io è stato spiegato molto meglio di come ho fatto io in passato:

Ma a chi piacciono le tasse? Al tasso. (cit. Cloudio prima che trasalisse)

Quello che mi sorprende è che nessuno lo vuole ammettere.

E si preferisce fare battute per esempio sulla Grecia che è nella merda ignorando il fatto che tante aziende Greche mangiano il panino Olandese e gli armatori Greci minacciano di spostare la residenza fiscale altrove nel caso fossero tassati nel loro paese.

D’altra parte, Marchionne ha scelto i Paesi Bassi per la sede legale della FCA. E quello mica è un fesso, però + soldi all’Olanda e – all’Italia.

 

Legalizzata ma non troppo.

In Olanda viene tollerata la vendita di droghe leggere, ma la loro produzione è illegale. Questo è un paradosso di cui molti sono a conoscenza ma alla fine chi se ne frega.

I coffee shop non possono comprare forniture di droghe leggere perché nessuno può ufficialmente produrle. Invece è bello pensare che quando alzano le serrande la mattina presto, ‘la roba’ è lì che li aspetta fresca fresca.

Da Wikipedia:

Nonostante la cosiddetta “Politica della tolleranza” (Gedoogbeleid), nei Paesi Bassi, al contrario di quanto spesso si creda all’estero, è vietata la produzione(tolleranza fino a 5 piante per uso medico DenHaag 2008), detenzione(max 5 Gr uso personale e chiuso nella confezione), vendita e acquisto(tollerata all’interno dei coffeshop per il THC) di qualsiasi droga (inclusi i derivati della canapa).

Mentre il sito dell’Ambasciata Olandese a Roma dice:

Nei Paesi Bassi sono punibili le seguenti attività, sia per la cannabis sia per le droghe pesanti:

  • il commercio (importazione/esportazione)
  • la vendita
  • la produzione
  • la detenzione.

L’uso di droghe non è punibile.

Insomma un po’ di contraddizione c’è, ma alla fine con un po’ di tolleranza è più facile essere onesti, no?

 

Heineken è una Mafia.

L’impero della birra Olandese non si basa solo su luppolo, malto, lievito ed acqua come spiegano durante la visita all’Heineken Experience.

Da queste parti non puoi aprire un bar senza fare i conti con loro. Un contratto con loro significa affittare macchine per la birra alla spina e creare un legame con il quale l’attività è sotto il loro controllo.

Chiedete in giro chi era Mr Kooistra e se fossi fluente in Olandese certamente mi leggerei il libro De zaak Kooistra che ho appena scoperto essere stato scritto dallo stesso autore di un libro intitolato ‘il paradiso fiscale‘.

Questo è troppo, sto aprendo un evidente vaso di Pandora e me ne scuso.

 

 

L’articolo è finito, attendo cazziatoni nei commenti e w l’Olanda!

Olanda bandiera

 

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Daniele Besana

Italiano ad Amsterdam dal 2006, admin di VivereAmsterdam e libero professionista del web.

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