Start Up ad Amsterdam: intervista a Raffaele Gaito

Intervista Raffaele GaitoQuesto è un post “speciale” della sezione su come fare start up ad Amsterdam perché abbiamo un’ospite d’eccezione: Raffele Gaito.

Personaggio di successo della rete, Raffaele ha molta esperienza alle spalle, nonostante la sua giovane età. Informatico e “multipotenziale” – come lui stesso si definisce –, Raffaele è pieno di interessi, appassionato di programmazione e imprenditore di successo con tre start up lanciate e sviluppate alle sue spalle.

Adesso Raffele è un blogger affermato. Scrive sul suo blog ed è stato featured dalle più prestigiose testate della rete (Wired, Techcrunch, Corriere della Sera e molte altre). Partecipa ad eventi dedicati all’innovazione e all’imprenditoria digitale in Italia e all’estero come speaker. E, cosa non meno importante, si dedica con passione ad aiutare come consulente e mentore coloro che vogliono intraprendere la strada dell’imprenditorialità innovativa.

Raffaele ha recentemente trascorso due mesi ad Amsterdam e noi abbiamo colto l’occasione al volo per chiedergli quali sono state le sue impressioni e cosa ci può dire sulla sua esperienza olandese.

 

Come mai hai passato 2 mesi ad Amsterdam?

Ci sono due motivazioni: una ufficiale e una ufficiosa.

Parto da quella ufficiosa. Erano diversi mesi (un paio di anni, a dire la verità) che sentivo parlare dell’ecosistema digital di Amsterdam. In Italia (e non solo) viene citato di continuo e viene definito, addirittura, uno dei migliori in Europa. Ecco, io volevo toccarlo con mano, volevo capire perché era il post più cool d’Europa, da qualche tempo a questa parte.

La versione ufficiale è che avevo adocchiato mesi fa un bellissimo corso avanzato in Growth Hacking (fatto dall’accademia numero uno in Europa) che si tiene proprio ad Amsterdam.

Ho unito l’utile e il dilettevole: mi son trasferito li per due mesi per seguire il corso e nel frattempo ne ho approfittato per vedere da vicino l’ecosistema locale.

 

Come è stata la tua esperienza in generale?

L’esperienza in generale (oltre agli aspetti lavorativi) è stata ottima, ben oltre le mie aspettative.

Ho trovato una città con un’energia incredibile che sa accoglierti e farti sentire a casa fin da subito.

È ovvio che due mesi sono pochi per dare un giudizio completo, ma durante la mia permanenza sono rimasto positivamente colpito dalla città, dalle persone e dalla qualità della vita.

 

Cosa ne pensi dell’ecosistema innovativo che c’è in Olanda, al momento?

Su quello olandese in generale non saprei, perché non mi sono mai mosso da Amsterdam.

Su quello della città posso dirti che è incredibile! Solo stando sul posto son riuscito a capire perché ne parlano tutti come “the place to be” del mondo Digitale e Startup.

Credo che ci siano diversi fattori che hanno permesso di raggiungere un livello tale in così pochi anni, ma se dovessi sceglierne tre direi:

  1. è una città multietnica dove noti subito la presenza di imprenditori da tutto il mondo;
  2. lo stato è presente con una lunga serie di agevolazioni e supporto per chi decide di avviare un’azienda;
  3. c’è un rapporto con gli Stati Uniti solido e concreto che gli permette di essere, in un certo senso, il punto d’ingresso in Europa degli USA.

 

Hai partecipato ad eventi per startupper? Quali e cosa ne pensi?

Si, ho frequentato molto la scena startup in quelle settimane e sono stato anche a diversi eventi, soprattutto nell’acceleratore Rockstart e i coworking B.Amsterdam e WeWork.

Ogni settimana c’è un numero incredibile di eventi dedicati al mondo startup, ma non è solo questione di quantità. Anche la qualità degli eventi è molto alta e, soprattutto, c’è spazio per ogni settore: trovi con la stessa facilità l’evento che parla di app mobile e quello che parla di smart city, passando per IoT e Fintech!

 

E’ facile reperire finanziamenti con capitale di rischio? Se si, a chi consiglieresti di rivolgersi?

Ho avuto la possibilità di parlare con diversi Italiani che stanno facendo impresa da quelle parti e la risposta di tutti è stata: si, senza nessun dubbio!

Come ogni ecosistema che funziona, se non riesci a ottenere capitali in maniera diretta, vieni comunque messo in condizione di ottenerli in maniera “indiretta”. Mi riferisco, in particolare, alla massiccia presenza di grossi Venture Capital (VC) Americani e Inglesi che spesso coinvestono insieme ai VC Olandesi.

Per fare un esempio recente, Catawiki (una delle startup più “hot” del panorama olandese) ha da poco chiuso un grosso round C da 82 milioni e tra i coinvestitori ci sono Lead Edge Capital (di New York) e Accel Partners (di Palo Alto).

 

Il fatto che in Olanda ci siano le case madri di importanti multinazionali (Philips, Unilever), facilita la situazione?

Decisamente si!

Questo è un aspetto che sottolineo spesso quando parlo delle grosse aziende nostrane, che sono il tassello mancante nel puzzle dell’innovazione Italiana.

Ad Amsterdam ho notato una presenza concreta delle grosse multinazionali (Philips, ING, Heineken, ecc.). Per “concreta” intendo dire che non si limitano a fare da sponsor agli eventi, ma coinvestono in startup, le acquisiscono, stringono partnership con loro, utilizzano i loro prodotti/servizi, ecc.

La definirei Open Innovation fatta bene 🙂

 

Quali sono i vantaggi di Amsterdam rispetto a location come Berlino o Londra, secondo te?

L’ecosistema di Berlino non lo conosco per nulla, ma ho diversi amici da quelle parti, mentre a Londra ci vado spesso, ma non a tal punto da poter dire di conoscere l’ecosistema locale.

Provo a darti un parere da esterno basandomi su quello che percepisco e quello che leggo e mi raccontano.

Rispetto a Berlino c’è sicuramente un vantaggio di lingua, e non è poco. Rispetto a Londra, invece, c’è da vedere un attimo come si evolverà la “questione Brexit“. Per qualcuno non ci saranno ripercussioni serie, per altri invece si. Ecco, nel secondo scenario Amsterdam potrebbe rappresentare una valida alternativa per chi vuole fare impresa all’estero, ma rimanere in Europa.

 

In che settori/ambiti specifici Amsterdam è più attraente rispetto ad altre location (i.e., Internet, biotech, software, hardware, IT, big data…)

Come dicevo prima, i settori di interesse sono tanti, veramente tanti. C’è però qualche ambito che sta andando particolarmente forte ad Amsterdam.

Nell’ultimo report di “AMS – Amsterdam in Business“, vengono indicati come settori in forte crescita: Big Data, Life Science & Health, Nanotech, Food & Flowers.

Poi, ovviamente, c’è tanto anche nel mondo digitale più consumer, ma a quanto pare l’attenzione dei VC (olandesi e non) si sta concentrando sui 5-6 settori che ho elencato sopra.

 

Hai conosciuto start up italiane che hanno deciso di lanciare il loro business ad Amsterdam e, se si, ce le potresti indicare?

Ho conosciuto tantissimi Italiani!

Sia Italiani che lavorano in startup olandesi di successo (booking.com, catawiki, 3D Hub, ecc) sia Italiani che hanno lanciato una loro startup ad Amsterdam.

In particolare, essendomi trovato spesso a Rockstart durante il batch di startup nel settore energy, ho avuto il piacere di conoscere GeoLumen, che si occupa di IOT nel settore dell’illuminazione (e che ho intervistato qui sul mio blog); Dajie, che ha sviluppato un sistema sharing peer 2 peer dell’energia; Entelligo, che ha sviluppato un “preventivatore intelligente” nel mondo dell’energia B2B.

Fuori da questo settore ce ne sono tante altre molto valide. La prima che mi viene in mente è PastBook, che ha sviluppato un sistema che permette di realizzare album fotografici personalizzati partendo dai propri social media.

 

Ci sai indicare qualche “success story” di startup olandese degli ultimi anni?

Certo!

In realtà le startup di successo ad Amsterdam ci sono da tanto tempo, basti pensare al colosso Booking.com che oggi ha mezza dozzina di sedi in città e più di 500 posizioni aperte solo su Amsterdam.

Se guardiamo agli ultimi 2-3 anni non posso non citare nomi come: Catawiki, che ha da poco chiuso un round C da 82 milioni e ha superato i 500 dipendenti; 3D Hubs, che ha da poco chiuso un round da 8 milioni e ha reso la stampa 3D accessibile a tutti in 160 Paesi nel mondo; WeTransfer, la piattaforma di cloud file sharing, che ormai è un colosso con più di 100 milioni di utenti in tutto il mondo.

E questi sono solo i primi che mi vengono in mente…


 

E cosa aggiungere di più? I fan di Amsterdam, del suo ecosistema innovativo e della qualità della vita che offre a chi si trasferisce, sono accontentati!

Grazie Raffaele per la tua testimonianza che non fa che ribadire quanto detto nei post precedenti qui e qui.

E, per chi volesse approfondire la conoscenza di Raffaele e del suo poliedrico e sfaccettato mondo, oltre a seguire il suo blog, consiglio il corso on line su come fare blogging. 17 video brevi, semplici, chiari ma molto istruttivi su come organizzare un piano editoriale ed utilizzare strumenti utili a chi voglia intraprendere la strada della scrittura on line.

Io l’ho fatto e mi ha dato una spinta in più a sperimentare e a non aver paura di sbagliare. Fare la blogger non è semplice ma, con l’aiuto di Raffaele, ho capito che c’è tutto un mondo lì fuori che non aspetta che leggere quello che ho da scrivere.

Magari proprio dalla nostra bellissima Amsterdam!

Start Up ad Amsterdam: intervista a Raffaele Gaito
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Valentina Petricciuolo

Esperta in commercio e marketing internazionale. Così come nella valorizzazione della ricerca scientifica, del trasferimento tecnologico e nel supporto alle start up innovative. Crowdfunder e micro business angel attiva sulle piattaforme di crowdfunding europee e statunitensi. E per chi vuole approfondire è on line il mio blog personale “La curiosità è la bussola”.

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Un commento

  • Bellissimo quadro di amsterdam e le sue opportunità. pur non essendo tecnologica ma prettamente artigiana cioè pittrice, si creativa ma poco affine alla rete cone attitudine é interessante e gratificante sentire che la città da me amata e dove ho vissuto x 4 anni sia sempre al top nella promozione e diffusione dei più creativi …. geazie x la tua testimonianza che rafforza la mia voglia di tornare a vivere li… Dam

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